Fico

30 settembre 2018

Fico = Fabbrica Italiana Contadina

Fico è un immenso parco dedicato al cibo alle porte di Bologna. E' aperto da circa un anno e desideravo moltissimo andarci perchè ho sentito pareri contrastanti in proposito. C'è chi lo adora e chi lo definisce un grande supermercato. La mia esperienza..

Il parco è a ingresso gratuito, è immenso e non si sviluppa solo all'interno della fiera, ma anche all'esterno. All'esterno troviamo le coltivazioni e gli allevamenti. Validi supporti per chi vive in città e vuole saperne di più o anche solo ammirare gli animali. Per me, che vivo in campagna, è di relativo interesse e passo oltre.

Data la vastità del parco è possibile noleggiare biciclette gratuitamente compilando una liberatoria, lasciando un documento e ritirando le chiavi che permettono di staccare la bicicletta dalla rastrelliera. Parrebbe una bella cosa se non fosse che: per compilare il modulo c'è un unico banco preso letteralmente d'assalto. Le due impiegate addette al ritiro moduli/documenti si fanno in quattro per accontentare tutti, ma i pasticciacci all'italiana sono sempre in agguato e i "c'ero prima io" si sprecano. Dopo aver fatto la mia bella coda, ritiro la bicicletta che non è semplicissima da guidare perchè ha tre ruote. Parrebbe più stabile, ma non è così. Avendo due ruote anteriori direzionali, andare dritti è un'impresa! Il colpo di grazia è dato dal fatto che c'è veramente troppa, troppissima gente che cammina anche nella pista ciclabile rendendo di fatto impossibile muoversi. Bicicletta riconsegnata subito, dopo aver fatto un'altra coda per ritirare la mia carta d'identità allo stesso banco del ritiro con le stesse due impiegate. Morale, se quando entrate, vedete molta gente, evitate di prendere le biciclette!

Altro modo per muoversi nell'area esterna, dove si trova anche un mini golf, è il trenino. Il trenino è a pagamento e costa un euro a persona. Io non l'ho provato, ma ho parlato con persone che l'hanno preso e mi dicono sia un servizio validissimo.

Veniamo ora all'interno: è un susseguirsi di punti di ristoro (veri e propri ristoranti o street food molto interessanti. E qui mi sento di darvi una dritta: se gironzolando vedete un posticino carino, con un menù che vi garba, prenotate altrimenti mangiare sarà un'impresa nonostante siate circondati da cibo!) e esposizione di prodotti in vendita. Le specialità eno-gastronomiche di tutta Italia sono qui! Pasta di Gragnano, Prosciutto San Daniele, Parmigiano Reggiano..immaginate..potete!

E poi ci sono i laboratori: ogni tanto sentirete gli altoparlanti annunciare che, per esempio, allo stand della Balocco è possibile vedere come vengono prodotti i panettoni e così via..c'è il mulino per vedere come dal grano si arrivi alla farina e ho visto con i miei occhi una sfoglina (uomo di due metri, tatuato e nerboruto) tirare una sfoglia che atraverso si vedeva San Luca!

Un paragrafo a parte lo meritano le giostre, ma non si tratta di autoscontro o tagadà. Le giostre sono aree didattico-formative multimediali tematiche. Sono sei e presentano: l'uomo e il fuoco, l'uomo e gli animali, l'uomo e la terra, l'uomo e il mare, l'uomo dalla terra alla bottiglia, e l'uomo e il futuro. Le giostre sono a pagamento (due euro l'una) con la possibilità di fare mini abbonamenti da tre e da sei. Io ne ho provata una perchè non ero convintissima e ho scelto l'uomo e il futuro. Al pagamento del biglietto mi vengono dati un braccialettino (attesta il pagamento del biglietto) e un sacchettino di semi. All'ingresso della giostra non ci sono controlli di alcun tipo, infatti, entrano tutti! Il che mi fa un pò innervosire, ma entro e cerco di capire in cosa consista il futuro. Il primo pannello mi chiarisce un pò le cose: Il futuro è nella genetica. Non si tratta di modificare geneticamente le colture: il pannello fa l'esempio della coltivazione della vite. Alla fine dell'Ottocento la filossera, un parassita arrivato dall'America, attacca le colture di vite Europee (a questo proposito ricordo che in alcune parti d'Italia questa avversità cambia radicalmente le colture locali, nella zona di Santena in Piemonte, per esempio, si smette di coltivare la vite e si iniziano a coltivare nocciole!) Per porre rimedio si decide di cercare specie di vite americane che resistano alla filossera e nascono così gli innesti. Sostanzialmente si usano le radici di piante resistenti al parassita di origine americana e la parte aerea di specie Europee. Perchè una cosa successa nell'Ottocento dovrebbe riguardare il futuro? Si pensa che i portinnesto possano aiutare l'agricoltura a superare i cambiamenti climatici come, ad esempio, la carenza idrica. E i semini che mi hanno dato a cosa servono? Coltura idroponica. Un tipo di coltivazione che non prevede l'uso di terreno, ma solo di acqua con un supporto, che in questo caso, è un quadratino di lana di roccia. Si infilano i semi nella lana di roccia e si alloggia il quadratino in una vasca piena d'acqua con tante caselline contrassegnate da numeri. Quei numeri servono a rintracciare i propri semi. Registrandosi al sito www.hortus.eatalyworld.it potrete battezzare i vostri semi e monitorarne la crescita una volta tornati a casa!

E più di tutto cosa mi è piaciuto? Il campo da beach volley (con la sabbia!), la libreria o i mercati di artigianato? Una cosa ancora più speciale. Il tea con le farfalle. Sì, avete capito bene! C'è una serra (ingresso a pagamento, 7,50 euro) dove si può bere un tea circondati da farfalle coloratissime. All'ingresso si può scegliere quale tea degustare, io l'ho scelto nero con sentori di cioccolato. Nella serra vengono coltivati agrumi in vaso: pompelmo, limone, arancio e si allevano farfalle. In un'atmosfera da Alice nel Paese delle Meraviglie ci si prepara il tea e si osservano le farfalle svolazzare indisturbate. A volte sono attratte dalla frutta messa loro a disposizione, a volte svolazzano compulsivamente. Fotografarle è un'impresa, ma l'atmosfera è assolutamente magica. Il mio consiglio è: entrate in un mondo di sogno! 7,50 euro non sono poche, ma ne vale assolutamente la pena!

Il mio giudizio finale è un 8 pieno. Ci sono cose che vanno riviste necessariamente perchè mettere mille casse a un'uscita e solo una a un'altra non ha senso! Si creano code chilometriche, la cassiera non è sicuramente pagata abbastanza per vivere così e la gente si scazza lasciando i carrelli senza acquistare! Non diversificare i percorsi ciclabili da quelli pedonali? Anche no! Per il resto devo dire di essere rimasta soddisfatta. E' un'esperienza da fare e sono contenta di esserci stata. Vorrei tornarci con meno ressa e non è detto non succederà presto.