Come ho visto l'Islanda

22 - 25 marzo 2019

Quando ho compiuto trent'anni (sì ok..anni fa..) il mio più grande desiderio sarebbe stato prendere il volo e andare in Islanda, prendere un'auto a noleggio e girare, girare, girare..e fermarmi solo dopo essermi resa conto di trovarmi in un posto che mi piacesse. Prese le dovute informazioni, ho capito che sarebbe stato impossibile. Le strutture ricettive in Islanda sono ancora poche e vanno prenotate con largo anticipo, pena dormire all'addiaccio! E posso garantire che dormire all'aperto in Islanda non è così romantico come potrebbe sembrare se ti trovi a zero gradi, nevica e tira un vento che fa cadere la neve orizzontalmente! Messo da parte questo sogno, ho fatto numerosi altri viaggi. Qualcuno si è rivelato una certezza (Parigi), qualcuno una scoperta (Sud Africa), qualcuno una delusione (Londra), ma tutti mi hanno lasciato qualcosa. Da tutti ho imparato qualcosa, ma mai mi sono trovata così esterrefatta come davanti alla meta Islanda! Non ho voluto rinfrescare la memoria con le informazioni reperite a suo tempo anche perchè ormai erano datate e il risultato è stata: sorpresa! L'Islanda non è luogo che si possa raccontare. E' semplicemente da vivere e se si fa con le persone giuste diventa subito: quando ripartiamo? Considerando che ho vissuto esperienze incredibili in questo Paese, ma non ho visto l'aurora boreale, dovrò per forza tornarci. Che sacrificio!

Come ho visto l'Islanda

Il clima è mutevole come quando si è in alta montagna. Un momento spira un vento terribile che può scardinare le portiere della macchina (e spira quasi sempre il vento!) e un momento nevica che Dio la manda! Il fatto che il meteo sia così vario, in teoria aiuta nella visione dell'aurora boreale. Si può partire a caccia di aurora con il cielo coperto e la neve e trovarsi all'improvviso un cielo trapunto di stelle e di nuovo neve dopo pochi istanti. Ma questo rende il tutto un'avventura e il paesaggio incantato. E' costituito prevalentemente da alture collinose ed è pazzesco vederlo completamente innevato. Ho visto foto di paesaggi primaverili/estivi ed è tutto verde, ma ci sono pochissimi alberi (quasi solo conifere). A loro tempo, i Vichinghi, hanno tagliato tutto il patrimonio boschivo per costruire case e navi e non è rimasto praticamente nulla. Si è provato a ripiantumare, ma con scarso successo. Gli alberi sono quindi pochi e relativamente giovani. Vivendo in un ambiente il cui equilibrio ecologico è molto precario, gli islandesi sono molto attenti all'inquinamento. Sono ecologisti convinti e prestano attenzione a evitare di incrinare quest'equilibrio. Gli islandesi sono convinti di abitare nella terra dei folletti (in cui credono moltissimo). Per questa ragione, quando costruiscono una casa, ne costruiscono anche una in miniatura per i folletti che, in questo modo, non si offenderanno per l'occupazione della propria terra. Come in tutto il nord Europa, passeggiando, ho visto alle finestre e ai balconi, molte luci. Da noi sarebbero considerate decorazioni natalizie, là rendono l'ambiente più accogliente. Il concetto di Hygge svedese è evidentemente stato esportato anche qui (Hygge: un'atmosfera calda, di benessere e intimità, quando ti senti in pace e capace di assaporare i semplici piaceri. Essere presenti al momento).

E veniamo finalmente al bello. Ovviamente ho prestato particolare attenzione alla cucina. Il piatto prelibato per eccellenza è lo squalo putrefatto. Viene pescato, poi lavorato per ricavarne le parti e poi seppellito in una buca in spiaggia dove rimane per qualche tempo a putrefarsi. Poi viene ripulito e commercializzato. Quel che posso dire di questa prelibatezza è che prima arriva la puzza e poi lo squalo! Se è vero che l'Islanda è una meta cara, è verissimo che non si può mangiare per meno di 50 euro a testa a pasto e lo squalo arriva a 3,50 euro a cubettino (grande 1 cm). E' facile trovare anche la balena che all'aspetto sembra fegato bovino, ma non posso garantire per il gusto. Aveva un'ottimo aspetto, ma qui è entrata in gioco la mia convinzione per cui gli animali in estinzione non dovrebbero essere mangiati quindi non ho assaggiato. Mi dicono sappia di bistecca.. Pur essendo un'isola, in Islanda non si mangia solo pesce. Gli islandesi allevano con successo pecore (la popolazione ovina supera quella umana!) e mucche. Un altro dei piatti tipici islandesi è infatti la testa di pecora! Tagli più "normali" di agnello, montone e pecora sono presenti in tutti i menù, anche turistici. Io mi sono limitata a mangiare un hamburger di manzo, ovviamente in un ristorante con allevamento annesso e non in un fast food, e devo dire che era ottimo. In un momento di grande fretta per correre a vedere di scovare l'aurora ho anche assaggiato la pizza. Non male, ma non abbiate pretese per carità! Sfogliando un libro di cucina tipica, ho scoperto che anche in Islanda si usano i fiori per cucinare e in particolare l'erica calluna che viene aggiunta a molti piatti salati. Anche muschi e licheni vengono usati per arricchire i piatti e il timo artico è venduto a pacchetti come da noi i funghi secchi. Il posto più bello dove sono stata però, è una serra di pomodori con ristorante. La serra è un ambiente unico con il ristorante ed è riscaldata a 25° costanti grazie all'energia geotermica. Questo e le api importate dall'Olanda consentono di coltivare pomodori dolcissimi e succulenti da cui si ricavano una serie di prodotti deliziosi. Qui i pomodori sono ovunque: nelle caraffe dell'acqua e nella birra. Fanno il miglior bloody Mary del mondo! E anche il sugo per la pasta (preparano degli ottimi ravioli di magro conditi con pomodoro e pesto), zuppa di pomodoro con pane freschissimo. E poi i dessert! Io ho assaggiato un'apple pie con pomodorini verdi e una chessecake con confettura di pomodori. Deliziose! Tutto questo, mentre fuori nevica! Naturalmente ho fatto un paio di acquisti che mi consentiranno di ricreare un poco di Islanda a Milano. Sale vulcanico che, recita l'etichetta, sta bene su ogni piatto! E confettura di pomodori verdi con cannella e lime. Curiosi di avere la ricetta? A presto!